Integratori alimentari: le combinazioni da evitare per la salute

I farmaci da banco e i rimedi naturali vengono spesso considerati innocui, ma la loro interazione può causare effetti indesiderati imprevisti. Un esempio emblematico riguarda il ginkgo biloba, una pianta molto diffusa per migliorare le prestazioni cerebrali nella terza età e utilizzata spesso come tonico antistanchezza. Nonostante le sue proprietà benefiche, il ginkgo biloba non dovrebbe mai essere assunto insieme ai FANS, ossia i farmaci antinfiammatori non steroidei come l'acido acetilsalicilico, il ketoprofene o il diclofenac, soprattutto in caso di uso frequente.

La ragione principale risiede nell'azione combinata sul sistema circolatorio. Sia il ginkgo biloba sia molti antinfiammatori svolgono un'azione che riduce l'aggregazione piastrinica. Quando associati, il rischio di sanguinamenti ed emorragie aumenta considerevolmente, poiché l'effetto sul sangue si somma.

Oltre a questa combinazione specifica, esistono altre associazioni a cui prestare attenzione. Ad esempio, l'assunzione contemporanea di ferro e calcio può ridurre drasticamente l'assorbimento di entrambi i minerali. Allo stesso modo, l'erba di San Giovanni (iperico), usata per regolare l'umore, interagisce negativamente con numerosi farmaci, compresi gli antidepressivi e i contraccettivi orali.

Prima di iniziare qualsiasi integrazione, è fondamentale consultare un medico o un farmacista, specialmente se si stanno già seguendo terapie farmacologiche. Una corretta informazione evita rischi inutili e garantisce un'assunzione sicura ed efficace.

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