Quali polizze non vanno nell’ISEE?

Quando si parla di ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è importante sapere che non tutte le polizze assicurative vanno dichiarate. Molti si chiedono infatti quali risparmi o forme di previdenza siano esclusi dal calcolo, per evitare errori nella compilazione del modulo.

Il fondo pensione è una delle voci non considerate nell’ISEE, ma non è l’unica. La normativa prevede un’altra importante esclusione: le polizze vita su cui, alla data di riferimento, non è possibile esercitare il diritto di riscatto.

Un esempio pratico riguarda una polizza stipulata da un genitore, che figura sia come contraente sia come assicurato, con a beneficiario un figlio minore. In questo caso, se il diritto di riscatto non è esercitabile (per esempio per vincoli legati alla minore età del beneficiario o a clausole contrattuali specifiche), la somma non va inserita nel calcolo dell’ISEE.

È una distinzione importante, perché in molti casi si teme che ogni forma di risparmio assicurativo possa influenzare il valore dell’ISEE, con conseguenti ripercussioni su bonus, agevolazioni o prestazioni sociali. Invece, grazie a queste esclusioni, alcune polizze restano “invisibili” dal punto di vista patrimoniale ai fini ISEE.

Attenzione però: l’esclusione non è automatica. Serve verificare attentamente le caratteristiche del contratto, la data di riferimento e la normativa vigente. In caso di dubbi, è sempre utile consultare un caf o un professionista di fiducia per non commettere omissioni o errori.

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