Abusi edilizi: quando la sanatoria non basta
Costruire senza il permesso di costruire è uno degli abusi edilizi più gravi e, in linea di principio, non sanabile. Questo significa che non può essere regolarizzato attraverso la semplice presentazione di una domanda o il pagamento di una sanzione amministrativa. Tra gli altri casi considerati particolarmente gravi ci sono le opere realizzate in aree vincolate, come i terreni tutelati paesaggisticamente o di interesse archeologico, dove qualsiasi intervento non autorizzato è considerato insanabile.
La legge italiana prevede che, in situazioni del genere, il Comune abbia il potere di ordinare la demolizione coatta dell’opera abusiva. Tuttavia, in pratica, non sempre si arriva a questo punto. Nonostante la gravità dell’abuso, talvolta l’amministrazione comunale decide di non procedere alla rimozione fisica dell’edificio, soprattutto quando la sua esistenza non compromette la sicurezza pubblica o l’integrità del territorio.
In questi casi, invece della demolizione, viene spesso applicata una sanzione pecuniaria significativa. Si tratta di una deroga amministrativa che, pur non sanando formalmente l’abuso, evita interventi estremi come lo sfondamento di una casa abitata da anni. Questa pratica, tuttavia, non è automatica e dipende da valutazioni caso per caso: motivi di ordine pubblico, la dimensione dell’intervento, il tempo trascorso dall’abuso e la buona fede o meno del proprietario giocano un ruolo fondamentale.
Insomma, mentre la norma è chiara nel condannare certi tipi di abusi, la realtà amministrativa lascia spazio a qualche spiraglio, sempre nel rispetto delle regole e della discrezionalità comunale.
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