Costi della Partita IVA Forfettaria: Cosa Devi Sapere

Aprire una partita IVA in regime forfettario non ha costi iniziali. Questo è un punto importante che molti futuri imprenditori spesso sottovalutano. Non paghi per l’apertura, ma devi considerare le spese necessarie per mantenere attiva la partita IVA e per adempiere agli obblighi fiscali.

Le principali uscite da prevedere sono legate al pagamento dell’imposta sostitutiva Irpef, fissata al 15% (riducibile al 5% per i primi cinque anni se si rientra nei requisiti agevolati), e all’eventuale versamento dell’IVA, anche se nel forfettario è esclusa per la maggior parte dei contribuenti.

Inoltre, se non sei in grado di gestire da solo gli adempimenti, potresti dover ricorrere a un commercialista. La sua parcella è un costo fisso da considerare: mediamente varia tra i 200 e i 500 euro all’anno, a seconda della complessità dell’attività.

Altri costi indiretti possono includere l’acquisto di un software di fatturazione, la tenuta della contabilità minima richiesta o eventuali polizze obbligatorie, come l’assicurazione professionale per alcune categorie (es. consulenti, geometri, architetti).

Attenzione anche ai contributi previdenziali: anche se non sono un costo fiscale vero e proprio, sono una spesa obbligatoria. L’aliquota contributiva minima INPS per i forfettari è intorno al 26%, ma può variare in base al codice ATECO scelto.

In sintesi: aprire la partita IVA non costa nulla, ma mantenerla sì. È fondamentale pianificare bene il budget per evitare sorprese e sfruttare al meglio i vantaggi del regime forfettario, come la semplificazione degli adempimenti e l’aliquota agevolata.

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