Redditi esenti IRPEF: cosa non va dichiarato

Non tutti i redditi devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi. Esistono infatti alcune tipologie di entrate esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), che quindi non vanno dichiarate.

Ad esempio, il lavoro autonomo occasionale, come prestazioni saltuarie di natura non professionale, rientra tra i redditi non soggetti a tassazione, purché entro certi limiti. Anche le retribuzioni mai percepite non vanno dichiarate, poiché non rappresentano un vero e proprio introito.

Un caso particolare riguarda il Trattamento di Fine Rapporto (TFR): non è soggetto a IRPEF se matura nel corso del rapporto di lavoro subordinato e viene tassato in modo sostitutivo al momento della liquidazione. Per questo motivo, non va inserito tra i redditi dichiarabili.

Anche le borse di studio, se erogate da enti pubblici o privati senza alcun obbligo di controprestazione, sono esenti da tassazione. Lo stesso vale per i rimborsi spese corrisposti dalle associazioni sportive dilettantistiche, purché documentati e proporzionati alle spese sostenute.

È importante però non confondere l’esenzione con l’esclusione dalla dichiarazione: alcuni redditi esenti potrebbero comunque dover essere indicati in determinati modelli (ad esempio nel 730 o nel Redditi PF), anche se non concorrono a formare la base imponibile.

In sintesi, non tutti gli incassi vanno in dichiarazione. Ma quando ci sono dubbi, meglio consultare un professionista per evitare errori. La trasparenza è sempre la scelta migliore per stare in regola con l’Agenzia delle Entrate.

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