Redditi esenti: cosa non va dichiarato

Non tutti i soldi che riceviamo durante l’anno vanno dichiarati al fisco. Esistono infatti alcune tipologie di reddito che, per legge, sono completamente esenti e non rientrano nella dichiarazione dei redditi.

Le rendite erogate dall'Inail, ad esempio, non costituiscono reddito imponibile. Questo significa che chi percepisce una rendita per invalidità permanente a seguito di infortunio sul lavoro non deve pagarci sopra alcuna tassa. Tuttavia, è bene fare una precisazione: l'esenzione non si applica all’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, che invece ha un trattamento diverso ed è comunque soggetta a verifica fiscale.

Allo stesso modo, anche le rendite corrisposte da enti esteri che hanno caratteristiche simili a quelle Inail — come indennità per infortuni o invalidità riconosciute da organismi non residenti in Italia — non vanno considerate reddito ai fini fiscali. Si tratta spesso di casi specifici, come lavoratori che hanno operato all’estero o che percepiscono prestazioni da Paesi con cui l’Italia ha accordi particolari.

È importante però non confondere queste esenzioni con altre somme che invece vanno dichiarate, anche se non tassate. L’esenzione non significa sempre esclusione totale dal controllo del fisco. In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare un commercialista o rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per evitare errori in sede di compilazione del modello Redditi.

In sintesi: le rendite Inail e quelle equiparabili da enti non residenti sono fuori dal calcolo del reddito imponibile, ma ogni situazione va valutata con attenzione per rispettare le norme vigenti.

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