Le tasse più evase in Italia

Nel panorama fiscale italiano, alcune imposte registrano tassi di evasione particolarmente preoccupanti. Secondo i dati più recenti, l’imposta sul reddito delle società (Ires) è quella con la maggiore propensione all’evasione: ben il 23,1 per cento delle somme dovute non viene versata. Questo fenomeno colpisce soprattutto le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni o con scarsa trasparenza contabile.

Subito dopo, con un tasso del 20,3 per cento, c’è l’Iva, un balzello particolarmente sensibile all’evasione indiretta. È un dato che riguarda soprattutto i settori dei servizi e del commercio al dettaglio, dove è più facile occultare le vendite al dettaglio, specialmente in contante.

Segue l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, con un tasso di mancato pagamento del 18,2 per cento. Anche in questo caso, le piccole e medie imprese sono le principali protagoniste di questa fuga dal fisco, spesso per motivi legati alla pressione fiscale percepita come insostenibile.

Interessante notare che tasse come quelle sulle locazioni mostrano tassi di evasione più contenuti, fermandosi al 6,7 per cento, mentre il canone Rai, oggetto di polemiche e dibattiti negli ultimi anni, registra un’evasione del 10,8 per cento. Un fenomeno alimentato anche dalla difficoltà di recupero e dalla scarsa percezione del valore del servizio pubblico.

Questi dati evidenziano come l’evasione non sia un problema uniforme, ma colpisca in modo diverso a seconda del tipo di imposta. La lotta all’elusione passa non solo da politiche di controllo più efficaci, ma anche da una maggiore equità e trasparenza del sistema fiscale nel suo insieme.

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