Quando 15 anni di contributi bastano per andare in pensione

Quindici anni di contributi di norma non sono sufficienti per accedere alla pensione, ma in alcuni casi particolari sì. Il sistema previdenziale italiano prevede infatti delle deroghe alla regola generale, note come deroghe Amato, che permettono di andare in pensione anche con un numero ridotto di anni di versamenti.

Attualmente, sono ancora attive tre delle quattro deroghe Amato. Grazie a queste, chi ha accumulato almeno 15 anni di contributi, ovvero 780 settimane, può accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dell’età anagrafica di 67 anni, fino al 31 dicembre 2024. Dopo questa data, le condizioni potrebbero cambiare in base all’andamento della speranza di vita e alle future riforme.

Queste deroghe riguardano principalmente lavoratori con specifiche situazioni di svantaggio: chi ha iniziato a lavorare molto giovane, chi ha svolto lavori gravosi o usuranti, o chi ha interrotto la carriera per motivi familiari o di salute. Non tutti possono beneficiarne, ma per chi rientra nei criteri, rappresentano un’opportunità importante.

È fondamentale ricordare che il diritto alla pensione non dipende solo dai contributi versati, ma anche dall’età e dal tipo di attività svolta. Chi si trova in una di queste condizioni particolari dovrebbe quindi rivolgersi all’INPS o a un patronato per verificare la propria posizione contributiva e valutare se può fare domanda.

In sintesi, anche con soli 15 anni di contributi, in determinati casi, andare in pensione è possibile** — basta sapere come e quando richiederlo.

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