Chiudere la Partita IVA e disoccupazione: cosa devi sapere

Chiudere la propria Partita IVA è una scelta che in molti affrontano per motivi personali, economici o professionali. Una domanda frequente in questo caso è: ho diritto alla disoccupazione dopo aver chiuso la partita IVA? La risposta, purtroppo, è no.

La NASpI, l’indennità di disoccupazione per chi ha cessato un’attività lavorativa autonoma o subordinata, non spetta automaticamente a chi chiude la partita IVA. Questo perché l’iscrizione al regime dei lavoratori autonomi non prevede un versamento continuativo al fondo di disoccupazione come accade per i dipendenti. Di conseguenza, non maturi il diritto alla NASpI solo per aver cessato l’attività come libero professionista o partita IVA.

C’è però un’eccezione importante. Se prima di aprire la Partita IVA eri un lavoratore dipendente e hai perso quel posto di lavoro per licenziamento o fine contratto, avresti potuto richiedere la NASpI. Ma attenzione: la domanda andava presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Se non l’hai fatto in tempo, quel diritto è decaduto.

In sintesi, chiudere la partita IVA non ti apre automaticamente le porte alla disoccupazione. È fondamentale valutare la tua storia contributiva e i passaggi precedenti. In alcuni casi, potresti avere diritto ad altre forme di sostegno, come l’ASpI o la disoccupazione agricola, ma dipende dal tuo percorso lavorativo.

Il consiglio? Prima di chiudere la partita IVA, consulta un patronato o un commercialista di fiducia. Meglio non lasciare nulla al caso quando si tratta del proprio futuro economico.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati