Le origini antiche di un rito moderno
L'aperitivo è considerato uno dei simboli indiscussi della socialità contemporanea, un momento di relax irrinunciabile a fine giornata. Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, questa abitudine non è affatto un'invenzione dei nostri tempi. Le radici di questo rito affondano in realtà in un passato molto lontano, precisamente nell'antica Roma di oltre duemila anni fa.
Già all'epoca, i patrizi e i cittadini più facoltosi amavano anticipare la cena con il cosiddetto gustatio. Si trattava di un vero e proprio pre-pasto durante il quale venivano servite bevande alcoliche, come il celebre mulsum (un vino liquoroso dolcificato con il miele), rigorosamente accompagnate da stuzzichini vari, olive e stuzzicanti prelibatezze. Lo scopo era esattamente lo stesso di oggi: stimolare l'appetito e favorire la conversazione prima della portata principale.
Nel corso dei secoli, questa tradizione si è evoluta e raffinata. Sebbene la versione moderna dell'aperitivo sia nata ufficialmente a Torino alla fine del Settecento con l'invenzione del Vermut, l'idea di base è rimasta immutata. Quello che oggi chiamiamo "apericena" o semplice brindisi post-lavoro non è altro che la versione aggiornata di un'usanza millenaria. Un filo conduttore che unisce i moderni locali alla moda con i banchetti della Roma antica, dimostrando che il piacere della buona compagnia e del buon cibo non ha età.
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