La nascita del frullatore: un’invenzione svizzera del 1950
Il frullatore, oggi presente in quasi tutte le cucine, ha una storia più recente di quanto si possa pensare. La sua invenzione risale al 6 marzo 1950, quando lo svizzero Roger Perrinjaquet brevettò un dispositivo rivoluzionario per l’epoca. Nonostante alcuni possano associare questo oggetto a marchi spagnoli o americani, la vera origine del frullatore moderno è svizzera.
Perrinjaquet chiamò il suo nuovo strumento “Bamix”, un nome creato unendo due parole francesi: “battre” (sbattere) e “mixer” (mescolare). Questa combinazione riflette perfettamente la funzione del dispositivo: mescolare, emulsionare e tritare rapidamente ogni tipo di ingrediente. Il Bamix era compatto, maneggevole e concepito per un uso diretto nella pentola o nel recipiente, una novità assoluta per il tempo.
Già negli anni Cinquanta, questa piccola macchina conquistò le case europee grazie alla sua praticità e versatilità. A differenza dei frullatori fissi e ingombranti dell’epoca, il Bamix portava la tecnologia direttamente sul cibo, riducendo tempi e fatica in cucina. Negli anni, il design è stato perfezionato, ma il principio di base è rimasto invariato.
Il frullatore, quindi, non è solo un elettrodomestico, ma il frutto di un’intuizione precisa e ben calibrata. Grazie a Perrinjaquet, ogni volta che frulliamo una zuppa, un frullato o una maionese, stiamo usando un pezzo di storia tecnologica nata in Svizzera nel dopoguerra.
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