La crisi auto potrebbe durare fino al 2024

Negli ultimi anni, chi desiderava acquistare un’auto nuova ha fatto i conti con liste d’attesa sempre più lunghe e prezzi in crescita. La causa principale? La crisi dei semiconduttori, che ha colpito duramente l’industria automobilistica a livello globale.

Da quando la pandemia ha sconvolto le catene di approvvigionamento, la produzione di microchip non è mai riuscita a tenere il passo con la domanda. Oggi, la situazione resta critica, nonostante i timidi segnali di miglioramento. A confermarlo è Arno Antlitz, amministratore delegato per le finanze del Gruppo Volkswagen, che in un’intervista al quotidiano tedesco Boersen-Zeitung ha fatto chiarezza sul futuro del settore.

Secondo Antlitz, la carenza di chip migliorerà leggermente nel corso del 2023, ma non scomparirà del tutto. Anzi, è probabile che i problemi si protraggano fino al 2024, soprattutto per i modelli più tecnologici, che richiedono un numero maggiore di componenti elettronici.

Questo significa che anche nei prossimi mesi potrebbero esserci ritardi nelle consegne, soprattutto per le vetture con sistemi avanzati di guida assistita, infotainment e connettività. Le case automobilistiche, nel frattempo, stanno ristrutturando le loro catene di approvvigionamento e stringendo accordi diretti con i produttori di chip per evitare nuove crisi.

Se da un lato la transizione verso l’elettrico e la guida autonoma continua spedita, dall’altro la fragilità della produzione di componenti chiave rimane un tallone d’Achille. Per i consumatori, la pazienza resta ancora una virtù necessaria. La fine della crisi auto, insomma, è ancora lontana.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati