Il mito della regola dei cinque secondi

Quante volte ti è caduto un pezzo di cibo a terra e, dopo un rapido sguardo intorno, l’hai raccolto dicendo: “Va bene, era solo un secondo!”? In molti credono nella famosa “regola dei cinque secondi”, secondo cui se il cibo rimane a terra per meno di cinque secondi è ancora sicuro da mangiare. Ma la verità è un po’ diversa.

Il rischio non dipende dal tempo, ma dal luogo. È molto più importante sapere dove è caduto il cibo che per quanto tempo ci è rimasto. Ad esempio, se un biscotto cade sul pavimento di un ospedale, è meglio buttarlo subito. Gli ospedali, infatti, ospitano batteri resistenti agli antibiotici, come lo *Staphylococcus aureus* meticillino-resistente (MRSA), che possono causare infezioni serie. Anche se il contatto è stato brevissime, il pericolo c’è.

Lo stesso vale per bagni pubblici, cucine sporche o aree molto trafficate: il pavimento può nascondere germi pericolosi, indipendentemente da quanto veloce sei stato a raccoglierlo. Al contrario, una superficie pulita di casa, come il pavimento appena lavato, presenta un rischio molto minore.

Insomma, se proprio devi mangiare qualcosa che è caduto, pensaci due volte. Non è il cronometro che conta, ma quanto è pulito il posto in cui è finito. Meglio una pausa in più per lavare il piatto che un problema di salute dopo.

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