Quando un tasso di interesse diventa usurario?

Quando si contrae un prestito o si sottoscrive un finanziamento, è fondamentale prestare attenzione non solo al tasso di interesse offerto, ma anche a quello che la legge ritiene accettabile. Il TAEG, o Tasso Annuo Effettivo Globale, è lo strumento chiave per capire il costo reale del credito, perché include interessi e tutte le spese accessorie.

Ma quando il TAEG supera il limite di legge e diventa usurario? Secondo la normativa italiana, il confine tra un tasso legittimo e uno illegittimo è stabilito in base al TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio), pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’Economia. Quando il tasso praticato supera il TEGM aumentato di un quarto più un margine aggiuntivo del 4%, si entra nella zona di rischio usura.

In pratica, se un istituto di credito applica un tasso che supera questo tetto, la differenza tra il tasso effettivo e il limite legale non dovrebbe eccedere gli 8 punti percentuali. Oltre questo valore, si configura il reato di usura, punito penalmente e passibile di annullamento del contratto.

È importante quindi che i consumatori controllino attentamente i documenti forniti dalle banche o dalle finanziarie prima di firmare. Il TAEG va sempre confrontato con i riferimenti ufficiali del trimestre: un tasso troppo alto non è solo un peso economico, ma potrebbe essere anche illegale.

La trasparenza è un diritto del cittadino. Conoscere questi parametri aiuta a difendersi da pratiche sconvenienti o, nei casi peggiori, da veri e propri abusi.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati