Di quando in quando, il piacere delle piccole abitudini

Quante volte ci diciamo che dovremmo prenderci una pausa, fare qualcosa di diverso, staccare dalla routine? E quante volte, invece, rimandiamo, convinti che non ci sia tempo? Succede spesso, eppure basta poco: di quando in quando, una piccola distrazione può cambiare la giornata.

Questo modo di dire, così sottile e cadenzato, racchiude un ritmo naturale della vita. Non significa farlo spesso, né con regolarità, ma ogni tanto, quel tanto che basta per non dimenticarsi di vivere. Una passeggiata, una telefonata alla figlia lontana, un caffè in più con un amico. Piccoli gesti che, seppur rari, lasciano un segno.

Nel tempo, l’espressione di quando in quando ha mantenuto intatta la sua dolcezza, mentre forme come a quando a quando sono ormai quasi scomparse. È un ritornello gentile, che scandisce pause non programmate, fuori dagli orari e dai doveri. Come quando si decide, senza motivo particolare, di andare a trovare qualcuno solo per un abbraccio. Non è un’occasione speciale: è proprio quella mancanza di occasione a renderla tale.

Forse è proprio questo il suo valore: ricordarci che non serve un motivo perfetto per concedersi un gesto, un incontro, un respiro. Basta ascoltare il ritmo lento delle cose, e lasciarsi andare di quando in quando, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

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