Quando non serve più il decoder per la TV

Da una data precisa, guardare la televisione in Italia è cambiato per sempre. Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha fissato il 20 giugno 2022 come giorno dello “switch-off” definitivo: da allora, i vecchi sistemi televisivi che non supportano il nuovo standard DVB-T2 non sono più sufficienti per ricevere i canali in chiaro.

Ma quando non serve più un decoder? Semplice: se hai una TV moderna, acquistata negli ultimi anni, molto probabilmente è già compatibile con il DVB-T2 HEVC Main10, il nuovo formato tecnico richiesto. In quel caso, basta collegare l’antenna e fare una nuova ricerca dei canali. Nessun dispositivo aggiuntivo necessario.

Se invece la tua televisione è più datata — soprattutto se risale a prima del 2019 — allora avrai bisogno di un decoder esterno DVB-T2 da collegare al televisore. Senza di esso, lo schermo resterà nero o mostrerà un messaggio d’errore, perché il segnale digitale non può più essere decodificato dai vecchi modelli.

Questo aggiornamento non è solo una questione tecnica, ma serve a migliorare la qualità dell’immagine (fino al 4K), ridurre il consumo di banda e liberare frequenze per altre tecnologie, come il 5G. In pratica, è un passo avanti per tutta la rete televisiva italiana.

In sintesi: se la tua TV è recente, puoi tranquillamente fare a meno del decoder. Nel dubbio, controlla sul manuale o sul sito del produttore la compatibilità con il DVB-T2. In caso contrario, un decoder economico risolve il problema in pochi minuti.

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