Il passaggio a MPEG-4: il nuovo volto della TV italiana

Il 20 dicembre 2022 ha segnato una svolta importante per la televisione italiana. In quella data è avvenuto il cosiddetto "nuovo switch off", ovvero il passaggio definitivo dal vecchio standard di compressione MPEG-2 al più moderno MPEG-4. Questo cambiamento tecnico, previsto da tempo, ha reso necessario aggiornare i dispositivi per continuare a ricevere i canali in chiaro.

Chi non ha provveduto a sostituire il vecchio decoder o a passare a un televisore compatibile con il nuovo standard, si è ritrovato con lo schermo nero: i canali semplicemente non si vedono più. Non si tratta di un guasto, ma di un aggiornamento strutturale che interessa soprattutto chi utilizza apparecchi datati, spesso ancora in uso in molte case italiane.

L'adozione dell'MPEG-4 permette una trasmissione più efficiente del segnale, con una qualità dell'immagine migliore e un minor consumo di banda. In altre parole, si liberano frequenze che potranno essere riutilizzate per nuovi servizi, come le reti 5G. È un passo in avanti nella modernizzazione delle telecomunicazioni del Paese, anche se non privo di criticità per gli utenti meno informati.

Per non restare fuori dall'etere, basta un decoder digitale MPEG-4 o un TV con doppia sintonia (digitale terrestre e DVB-T2), facilmente reperibili in commercio. In alcuni casi, è stato possibile usuare anche di contributi statali per agevolare la transizione.

In sintesi, il blackout non è stato un errore, ma la naturale conseguenza di un aggiornamento atteso. La TV italiana si evolve, e con essa le aspettative di chi la guarda: più chiara, più veloce, più moderna.

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