La fine dei termini per l’accertamento dell’anno 2015
Lo scorso 26 marzo si è chiuso un capitolo importante per molti contribuenti: è infatti decorsa la data entro cui l’Agenzia delle Entrate poteva notificare atti di accertamento relativi all’anno d’imposta 2015.
In base alle regole previste dal sistema tributario italiano, il termine per l’accertamento dell’imposta scade normalmente cinque anni dopo la scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione. Per l’anno 2015, considerando i tempi tecnici e le eventuali proroghe, quella del 26 marzo è stata l’ultima data utile.
Cosa significa in concreto? Da quel giorno, l’Agenzia non può più avviare nuovi accertamenti per il 2015 né emettere avvisi di accertamento per verifiche mai partite. Questo principio garantisce certezza del diritto, evitando che i contribuenti possano essere chiamati a rispondere di posizioni fiscali dopo un periodo eccessivamente lungo.
È tuttavia importante non confondere la scadenza dell’accertamento con quella dei pagamenti già notificati. Se entro tale data erano già stati emessi avvisi di accertamento o cartelle esattoriali, i relativi importi restano comunque dovuti e soggetti a recupero. In questi casi, la prescrizione potrebbe applicarsi in un secondo momento, ma l’obbligo fiscale resta.
Per molti, quindi, il 26 marzo rappresenta una data di chiusura simbolica. Chi aveva dubbi su possibili controlli per il 2015 può tirare un sospiro di sollievo: il fisco non può più bussare a quella porta.
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