Quando si diventa un influencer?
La parola “influencer” oggi è ovunque: sui social, in TV, persino a cena tra amici. Ma concretamente, quando si può dire di essere un vero influencer? Non esiste una risposta unica, ma una scala che dipende soprattutto dal numero di follower e dall’impatto che si ha sul pubblico.
Partiamo dai più piccoli: i nano-influencer, con una community compresa tra 50 e 10.000 follower. Non sembra molto, ma spesso sono i più autentici: parlano a una nicchia precisa e hanno un rapporto diretto con i loro seguaci. Poi arrivano i micro-influencer, tra 10.000 e 25.000 iscritti. Sono molto ricercati dalle aziende perché offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo: engagement alto e costi contenuti.
Chi supera i 25.000 follower rientra nella categoria degli influencer di medio livello, fino a 100.000 follower. A questo punto, i brand iniziano a bussare più seriamente alla porta, e spesso si collabora con contratti ben definiti.
Infine, i macro-influencer, con oltre 100.001 follower. Sono volti noti, spesso ex concorrenti di reality o personaggi del mondo dello spettacolo. Il loro reach è enorme, ma a volte l’engagement scende rispetto a chi ha una community più piccola ma più fedele.
Insomma, non serve un milione di follower per essere influenti. A volte, bastano poche migliaia di persone che ti seguono davvero con convinzione. L’importante è costruire fiducia, giorno dopo giorno.
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