Quando si presta il giuramento di avvocato in Italia?

Diventare avvocato in Italia è un percorso lungo, che culmina con il famoso giuramento. Dopo aver superato l’esame di stato e aver ottenuto l’abilitazione, il neo-avvocato non è ancora effettivamente iscritto all’albo. Deve prima passare un ultimo passaggio obbligatorio: il giuramento.

Quando si fa, esattamente?

Una volta che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha deliberato l’iscrizione – un passaggio che deve avvenire entro 90 giorni dalla presentazione della domanda – il candidato ha a disposizione 60 giorni per prestare giuramento. Se non lo fa entro questo termine, rischia di dover ricominciare l’intera procedura.

Il giuramento si svolge solitamente presso la Corte d’Appello del distretto di competenza ed è un atto solenne: il futuro avvocato si impegna a esercitare la professione con lealtà, dignità e rispetto delle leggi. Non è solo una formalità burocratica, ma un momento simbolico ricco di valore istituzionale.

Consigli pratici:

Molti giovani professionisti sottovalutano i tempi e rischiano di perdere la finestra utile. Per questo è bene tenere monitorata la data di iscrizione all’albo e organizzarsi in anticipo. Alcuni Ordini richiedono prenotazione, documenti specifici o anche la partecipazione a un breve corso formativo prima del giuramento.

In sintesi: 90 giorni per l’iscrizione, poi 60 giorni per giurare. Due scadenze da non sottovalutare per chi sogna di indossare la toga con orgoglio.

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