Quando si perde la NASpI nel 2022?
La NASpI, l’indennità di disoccupazione per chi ha cessato un rapporto di lavoro dipendente, non è un sostegno a tempo indeterminato. Si perde nel momento in cui si rientra stabilmente nel mondo del lavoro.
Nel 2022, come negli anni precedenti, la regola principale è questa: se si trova un nuovo impiego subordinato con un contratto superiore ai sei mesi oppure con un reddito annuo previsto oltre i 8.145 euro, la NASpI cessa automaticamente. Questo perché l’indennità è pensata per sostenere chi è in cerca di occupazione, non chi ha già trovato una posizione stabile.
È importante sapere che non serve aspettare la fine del periodo di indennizzo: basta l’avvio dell’attività lavorativa a far decadere il diritto al beneficio. Ad esempio, se nel mezzo della corresponsione della NASpI si firma un contratto a tempo indeterminato o una collaborazione continuativa ben retribuita, l’erogazione si interrompe dal mese successivo all’inizio del nuovo lavoro.
Inoltre, chi inizia una nuova attività lavorativa ha l’obbligo di comunicarlo tempestivamente all’INPS, altrimenti si rischiano sanzioni o richieste di restituzione degli importi percepiti indebitamente.
Un ultimo consiglio: se si accetta un lavoro a tempo determinato breve (inferiore ai sei mesi), la NASpI può essere sospesa e poi ripresa una volta terminato l’impiego, a patto che non siano scaduti i mesi a cui si aveva diritto. Tutto dipende dalle caratteristiche del nuovo contratto e dal reddito atteso.
Insomma, la NASpI è uno strumento di transizione: dura finché non si torna sul mercato del lavoro con un’occupazione stabile.
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