Quando vanno in pensione i medici di famiglia?

Da gennaio 2023, i medici di famiglia possono scegliere di continuare a lavorare fino a 72 anni. Questa misura, valida fino al 31 dicembre 2026, è stata introdotta per affrontare le crescenti carenze di medici sul territorio nazionale.

Il limite ordinario di età pensionabile per molti lavoratori resta intorno ai 67 anni, ma per il personale medico – sia dipendente che convenzionato del Servizio Sanitario Nazionale – è stata prevista una deroga volontaria. In altre parole, chi lo desidera può rimanere in servizio più a lungo, senza obblighi, ma con la possibilità di dare continuità alle cure nei confronti dei propri pazienti.

La decisione è personale: nessun medico è costretto a lavorare fino a 72 anni, ma può sceglierlo se in buona salute e motivato a restare attivo. Questo slittamento dell’età pensionabile riguarda soprattutto i medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti convenzionati, figure fondamentali per il sistema sanitario territoriale.

La misura risponde a un problema concreto: in molte zone d’Italia, specie nelle aree rurali, si fatica a trovare nuovi medici disposti a subentrare. Prolungare l’attività permette di non lasciare scoperti interi distretti sanitari e di assicurare un’assistenza continua ai cittadini.

Il governo ha previsto questa opzione come misura temporanea, ma non è da escludere che venga riconsiderata anche oltre il 2026, a seconda dell’andamento delle sostituzioni e della natalità della nuova generazione di medici di base.

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