La fine del Reddito di Cittadinanza: cosa cambia dal 2024

Il Reddito di Cittadinanza, introdotto nel 2019 come misura di sostegno per chi si trovava in difficoltà economica, non sarà più disponibile a partire dal 1° gennaio 2024. La decisione è stata annunciata dal governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine di un Consiglio dei ministri tenutosi nella notte del 21 novembre.

Questa misura, pensata per aiutare i cittadini in stato di povertà e favorire il reinserimento lavorativo, ha diviso l'opinione pubblica fin dalla sua nascita. Mentre per molti è stata una boccata d’ossigeno in momenti difficili, altri ne hanno criticato l’efficacia, sostenendo che non avesse prodotto i risultati occupazionali sperati.

Con l’abolizione dal nuovo anno, il governo punta a sostituire il sussidio con nuove politiche attive per il lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire percorsi di reinserimento reale nel mercato del lavoro, puntando su formazione, tirocini e incentivi alle imprese che assumono.

Chi già percepisce il Reddito di Cittadinanza potrà continuare a riceverlo per un periodo di tempo limitato, secondo le regole transitorie previste dal decreto. Tuttavia, dal 2024 non sarà più possibile presentare nuove domande.

Il dibattito intorno a questa scelta resta acceso: da una parte chi vede nell’abolizione una risposta necessaria per rilanciare l’occupazione, dall’altra chi teme che tante persone si ritroveranno senza sostegno economico in un momento di forte inflazione e difficoltà sociale. Il passaggio, insomma, non è indolore – e il suo impatto sarà da valutare nei prossimi mesi.

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