Le tasse sullo stipendio in Italia: come funziona l’IRPEF

Nel calcolare quanto effettivamente finisce in busta paga, è importante capire come sono strutturate le tasse sullo stipendio in Italia. La voce principale è l’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che si applica in base a scaglioni progressivi. Questo significa che non tutta la tua retribuzione è tassata alla stessa aliquota, ma solo le fasce che superano una certa soglia.

Ecco come si presenta la scala delle aliquote IRPEF aggiornata al 2021:

fino a 15.000 euro: aliquota del 23%
da 15.001 a 28.000 euro: aliquota del 27%
da 28.001 a 55.000 euro: aliquota del 38%
da 55.001 a 75.000 euro: aliquota del 41%

Questo sistema progressivo fa sì che chi guadagna di più paghi proporzionalmente di più, ma solo sulla parte del reddito che rientra nello scaglione superiore. Ad esempio, se il tuo reddito annuo è di 35.000 euro, i primi 15.000 saranno tassati al 23%, la differenza tra 15.001 e 28.000 al 27%, e la parte restante fino a 35.000 al 38%.

Oltre all’IRPEF, sullo stipendio gravano anche altri contributi come quelli INPS, che incidono ulteriormente sul netto ricevuto. Per questo motivo, la differenza tra lo stipendio lordo e quello netto può apparire piuttosto consistente, soprattutto a partire da certi livelli retributivi.

Comprendere questi scaglioni aiuta a farsi un’idea più chiara del proprio reddito effettivo e a pianificare meglio la propria situazione economica.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati