Il Segreto di Carnevale: Mangiare 9 Cose per 9 Volte
Nelle pieghe delle tradizioni più antiche e ormai dimenticate, c'è un rito curioso legato al Carnevale: mangiare 9 cose per 9 volte nell’ultimo giorno di festa. Una consuetudine quasi sparita, ma che un tempo animava le case italiane con allegria e un tocco di magia.
Non si tratta di un digiuno o di un pasto sobrio, anzi: il Carnevale è da sempre un tempo di eccessi, di balli, maschere e cibi golosi. E questa pratica, seppur poco conosciuta oggi, ne era l’estrema espressione. Si diceva che mangiare nove portate diverse, ciascuna assaggiata nove volte, portasse fortuna per l’anno a venire, allontanasse i malanni e chiudesse in bellezza il periodo di baldoria prima della Quaresima.
Le portate variavano da regione a regione: dalle frittelle di riso alle castagnole, dai bugatti alle chiacchiere, senza dimenticare salumi, formaggi e dolci al forno. Ogni boccone era un saluto all’inverno, un addio al digiuno imminente.
Non si sa con certezza da dove nasca questa usanza così precisa — forse un antico simbolismo numerologico, legato al numero 9 considerato completo e sacro in molte culture — ma il suo spirito resta vivo: un mix di gioco, abbondanza e ritualità popolare.
Oggi pochi si cimentano in questa maratona gastronomica, ma chi la ricorda la custodisce come un segreto di famiglia. Forse, in una piccola cucina di campagna o in un cortile del Sud, qualcuno ancora conta i bocconi, sorridendo tra un assaggio e l’altro, perché a Carnevale, anche le tradizioni più strane meritano di essere gustate fino in fondo.
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