Quanti giorni di malattia si possono prendere in tre anni?

Nel corso di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, uno dei diritti fondamentali del lavoratore è la conservazione del posto durante un periodo di malattia. Tuttavia, esiste un limite massimo di giorni di assenza per malattia riconosciuti in un anno solare.

Il periodo massimo di malattia consentito è di 180 giorni complessivi all’anno, calcolati su base solare, cioè da 1° gennaio a 31 dicembre. Questo limite vale per i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Superati i 180 giorni, il diritto alla conservazione del posto di lavoro cessa, anche se la malattia è ancora in corso.

È importante sottolineare che questi 180 giorni non si accumulano negli anni: si tratta di un tetto annuale, che si resetta ogni anno. Quindi, in tre anni, un lavoratore potrebbe teoricamente assentarsi per malattia fino a 540 giorni (180 x 3), ma solo se ogni annualità rientra nei limiti previsti senza superarli.

Dopo il superamento del periodo di 180 giorni, il datore di lavoro può avviare la procedura di licenziamento per giustificato motivo, salvo diversi accordi collettivi o specifiche tutele previste per invalidità o patologie gravi riconosciute.

In sintesi, anche se il rapporto di lavoro dura più anni, la tutela per malattia si rinnova ogni anno solare. Chi è assente per malattia a lungo termine dovrebbe quindi informarsi sulle proprie tutele e, se necessario, richiedere il riconoscimento di una pensione di inabilità o altre forme di sostegno.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati