In breve
Il medico di base può rilasciare un certificato di malattia per un massimo di 7 giorni consecutivi. Per periodi più lunghi occorre una nuova valutazione o l’intervento dell’INPS.
Da ricordare
- Limite standard: 7 giorni con un unico certificato
- Oltre i 7 giorni serve una nuova visita o l'INPS
- Malattie infettive possono prevedere proroghe specifiche
- Il certificato è valido solo se necessario e documentato
Il medico di base può emettere un certificato di malattia per un massimo di sette giorni consecutivi. Se il paziente ha bisogno di più tempo, il medico deve effettuare una nuova valutazione o coinvolgere l'INPS.
Come funziona il limite dei 7 giorni
Con un unico certificato il medico copre la maggior parte delle patologie di breve durata, come influenza o febbre. Dopo i sette giorni, la prosecuzione della malattia richiede una nuova visita o il trasferimento del caso all'INPS, che gestisce l'indennità.
Eccezioni e proroghe
In presenza di malattie infettive, ad esempio il COVID‑19, le autorità sanitarie possono prevedere periodi di isolamento più lunghi. In questi casi il medico può rilasciare certificati aggiuntivi o prorogare quelli esistenti secondo le circolari vigenti.
- Il certificato deve essere basato su una reale necessità clinica.
- Il medico valuta caso per caso, tenendo conto del rischio per la collettività.
- Le proroghe sono sempre soggette a controlli e a linee guida ufficiali.
Domande frequenti
Cosa succede se supero i 7 giorni senza un nuovo certificato?
L'assenza non è più coperta dal certificato e il datore di lavoro può richiedere la documentazione all'INPS o una nuova visita medica.
Il certificato di malattia è valido per tutti i tipi di lavoro?
Sì, il certificato è riconosciuto a livello nazionale, ma alcune categorie (es. forze armate) hanno regole specifiche.
Chi decide la durata di una proroga per il COVID‑19?
Le autorità sanitarie pubblicano le indicazioni; il medico di base segue queste direttive per rilasciare o estendere il certificato.
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