Quasi un italiano su quattro fuma ancora: un fenomeno in crescita

Nel 2022, in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco, è stato presentato il “Rapporto sul fumo in Italia”, che ha rivelato una preoccupante tendenza: quasi un italiano su quattro è fumatore. Il dato, pari al 24,2% della popolazione, segna un aumento rispetto agli anni precedenti ed è il valore più alto registrato dal 2006.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione, i divieti in luoghi pubblici e le tasse crescenti sui prodotti del tabacco, il numero di chi accende ancora una sigaretta non accenna a diminuire. Anzi, sembra essere in lieve risalita, soprattutto tra i giovani adulti e in alcune aree del Sud Italia, dove la diffusione del fumo rimane più alta rispetto alla media nazionale.

Il rapporto evidenzia anche come il fumo continui a essere una delle principali cause prevenibili di malattia e morte. Ogni anno in Italia, migliaia di decessi sono direttamente collegati al consumo di tabacco, con un pesante impatto sul sistema sanitario e sulla qualità della vita.

Pur con l’avvento delle sigarette elettroniche e dei prodotti cosiddetti “alternativi”, molti esperti rimangono scettici sulla loro efficacia come strumento di disassuefazione. Anzi, alcuni temono che possano addirittura rappresentare un punto di ingresso per nuovi fumatori, specialmente tra gli adolescenti.

Sebbene la lotta al fumo abbia ottenuto negli anni risultati incoraggianti, questi dati mostrano che la battaglia è lungi dall’essere vinta. Serve un impegno più forte da parte delle istituzioni, delle scuole e della società civile per ribaltare la tendenza e proteggere le future generazioni dai rischi legati al tabagismo.

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