La crisi dei laureati in Infermieristica in Italia

Nel 2022, per la prima volta dal 2011, il numero di laureati in Infermieristica è sceso sotto la soglia dei 10.000 unità. Un dato preoccupante, soprattutto in un momento in cui il sistema sanitario nazionale richiede sempre più figure specializzate. Su 15.464 posti disponibili tra le università italiane, solo 11.436 studenti si sono effettivamente laureati, pari al 74%. Questo significa che circa un posto su quattro è rimasto vuoto.

La tendenza al calo è chiara negli ultimi anni: nel 2013, l’81% dei posti veniva coperto, mentre nel 2020 si scendeva già al 69%, per poi toccare il 67% nel 2021. Il dato del 2022, seppur in leggero recupero percentuale, rivela comunque una difficoltà crescente nell’attrarre e formare nuovi professionisti dell’assistenza.

Le ragioni di questa flessione sono molteplici. Tra queste, il peso del turn-over massacrante nelle corsie, le difficoltà legate agli orari, la scarsa attrattività del percorso formativo rispetto all’impegno richiesto e una carenza di strutture adeguate per ospitare i tirocini. Molti studenti, una volta iscritti, decidono di abbandonare per strada, spesso a causa del carico eccessivo.

Con una popolazione che invecchia e con un sistema sanitario sotto pressione, la carenza di nuovi infermieri rischia di aggravarsi. È urgente intervenire con politiche più efficaci: più borse di studio, supporto psicologico per gli studenti, rafforzamento dei tirocini e maggiore valorizzazione della professione. Altrimenti, il futuro dell’assistenza potrebbe farsi sempre più incerto.

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