Malattia e permessi: quanti giorni consecutivi si possono prendere?

Capita a volte di dover affrontare un periodo di malattia più lungo del previsto, soprattutto se si è alle prese con un problema di salute importante. Ma quanti giorni di malattia consecutivi si possono effettivamente richiedere?

La risposta dipende dall'anzianità di servizio del lavoratore. Se si è in azienda da meno di dieci mesi, il diritto a un'assenza per malattia consecutiva è limitato a un massimo di tre mesi nell'anno solare, ovvero dal 1° gennaio al 31 dicembre. Superato questo periodo, il rapporto di lavoro potrebbe essere risolto per giustificato motivo oggettivo.

Chi invece ha un'anzianità superiore ai dieci mesi può contare su una maggiore tutela: in questo caso, il periodo massimo di malattia consecutiva salgono fino a sei mesi all'interno dello stesso anno. È importante notare che si tratta sempre di periodi consecutivi, quindi la protezione contro il licenziamento rimane attiva fintanto che non si supera il limite.

Al termine del periodo di malattia, se il dipendente non è ancora in grado di tornare al lavoro, il datore di lavoro potrebbe procedere con la cessazione del rapporto, salvo casi particolari previsti da leggi speciali o accordi collettivi.

Insomma, la durata massima dell'assenza per malattia non è uguale per tutti: conta molto il tempo trascorso nell'azienda. Per questo è fondamentale conoscere i propri diritti e conservare tutti i documenti medici necessari, in modo da essere protetti nel caso di un'assenza prolungata.

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