Quanto è un caffè corto?

Quando si parla di "caffè corto", ci si riferisce fondamentalmente al classico espresso italiano, servito nella tazzina che tutti conosciamo. Non è una variante speciale del caffè, ma semplicemente il modo in cui si distingue la quantità: “corto” significa che è preparato con una estrazione più breve rispetto ad altre versioni, ma nella maggior parte dei bar coincide con l’espresso standard.

La quantità tipica di un caffè corto si aggira tra i 50 e i 65 millilitri, compresa la schiuma sulla superficie, che ne caratterizza l’aroma e la consistenza. Questa misura è perfetta per chi ama il caffè intenso, deciso e da sorseggiare in pochi istanti, come vuole la tradizione italiana.

Il caffè corto è spesso confuso con altre varianti come il ristretto o il lungo, ma la differenza principale sta proprio nel volume e nel tempo di estrazione. Il ristretto, ad esempio, ha lo stesso quantitativo d’acqua del corto ma un’estrazione ancora più breve, quindi risulta più concentrato. Il caffè lungo, invece, ne contiene il doppio, arrivando a circa 100 ml.

In sintesi, ordinare un caffè corto al bar è come chiedere un espresso classico: semplice, fulvo e dal sapore rotondo. È il rituale quotidiano di milioni di italiani, da godere lentamente… o tutto d’un fiato, a seconda del momento.

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