Quanto si paga al compromesso per l’acquisto di una casa?

Quando si firma il contratto preliminare per l’acquisto di un immobile, una delle prime questioni pratiche è stabilire quanto versare come caparra. Non esiste una regola fissa stabilita dalla legge, ma nella pratica si tende a seguire una consuetudine diffusa in tutta Italia.

Normalmente, al momento del compromesso si paga una somma a titolo di acconto sul prezzo totale, che di solito si attesta tra il 10% e il 15% del valore dell’immobile. Questa cifra viene versata al venditore e serve come garanzia del buon fine dell’affare. Se l’acquirente dovesse tirarsi indietro senza giusta causa, il venditore potrebbe trattenersi l’acconto; al contrario, se è il venditore a ritirarsi, è obbligato a restituire il doppio della somma ricevuta.

La percentuale esatta da versare dipende anche dalle trattative tra le parti e dalle condizioni del mercato. In alcuni casi, specialmente se il prezzo è elevato o se si tratta di un immobile di pregio, le parti possono accordarsi su un anticipo diverso. È comunque fondamentale che il pagamento sia documentato correttamente nel contratto e che avvenga con strumenti tracciabili, come bonifico bancario, per evitare problemi futuri.

Un consiglio utile? Prima di firmare il preliminare, è sempre meglio consultare un notaio o un professionista di fiducia, in modo da comprendere bene ogni dettaglio economico e legale. Così si evitano sorprese e si procede con maggiore serenità verso l’acquisto della casa dei sogni.

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