Quali sono i tipi di visura e a cosa servono

Quando si ha a che fare con immobili, aziende o pratiche burocratiche, spesso si sente parlare di visure. Ma quante ne esistono e in cosa si differenziano? In Italia, i principali tipi di visura sono tre, ognuno con una funzione ben precisa.

La visura catastale è forse la più conosciuta. Viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate-Territorio (l’ex ufficio del Catasto) e fornisce informazioni su un immobile come la rendita catastale, la consistenza (es. numero di vani), la categoria e la classe di appartenenza. È utile, ad esempio, per verificare i dati tecnici di un appartamento o per calcolare alcune tasse.

Poi c’è la visura camerale, emessa dalla Camera di Commercio. Questo documento riguarda le aziende e fornisce dati legali e patrimoniali: ragione sociale, sede legale, capitale sociale, stato della società (attiva, in liquidazione, ecc.), nomina degli amministratori e molto altro. È fondamentale per chi deve collaborare con un’azienda o controllarne la regolarità.

Infine, la visura ipocatastale (o visura ipotecaria) è uno strumento essenziale quando si acquista un immobile. Rilasciata anch’essa dall’Agenzia delle Entrate-Territorio, tramite il Servizio di pubblicità immobiliare (dal 25 ottobre 2021), permette di conoscere vincoli, ipoteche, trascrizioni o altri pesi giuridici legati all’immobile. Un controllo obbligato prima di firmare un rogito.

In sintesi, ognuna di queste visure ha un ruolo specifico: dalla verifica dei dati fiscali a quella della salute patrimoniale di un’azienda, fino alla pulizia giuridica di un immobile. Conoscerle aiuta a muoversi con maggiore sicurezza nel mondo degli affari e delle compravendite.

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