Quanto cresce la pensione lavorando un anno in più?

Chi si avvicina all’età della pensione si chiede spesso se convenga proseguire a lavorare ancora un anno. La risposta, in molti casi, è sì. Secondo i dati attuali, lavorare un anno in più può far crescere l’assegno pensionistico di circa 899 euro lordi all’anno, una differenza tutt’altro che trascurabile.

Prendiamo un esempio concreto: una persona che va in pensione a 67 anni con 26 anni di contributi percepisce un importo mensile di 919,87 euro lordi. Se invece aspetta un anno, arrivando a 68 anni con 27 anni di contributi, la pensione mensile sale a 989,01 euro lordi. La differenza è di 69,14 euro al mese, che sommati nel tempo fanno una bella differenza sul totale degli anni di pensione.

Ogni mese lavorato in più, inoltre, contribuisce ad aumentare il montante contributivo, soprattutto nel sistema di calcolo retributivo o misto. Il vantaggio non è solo immediato, ma si proietta su tutti i futuri importi ricevuti. Ovviamente, il guadagno effettivo dipende dal tipo di contributi versati, dal reddito percepito e dal regime pensionistico di riferimento.

In sintesi, ritardare la pensione anche di un solo anno può portare benefici economici duraturi. Non solo per l’aumento diretto dell’importo, ma anche per una maggiore sicurezza nei decenni a venire. Una scelta che, per molti, può rivelarsi molto conveniente.

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