Quanto costa il test del DNA fetale in Italia?

Il test del DNA fetale, noto anche come NIPT (test non invasivo prenatale), è sempre più richiesto dalle donne in attesa per verificare precocemente la presenza di alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down. Nonostante la sua diffusione e l’accuratezza elevata, in Italia questo esame non è ancora completamente gratuito.

Ogni anno, circa 50.000 donne decidono di sottoporsi al test, sostenendo un costo compreso tra i 300 e i 700 euro, a seconda della struttura privata o della regione di residenza. Un investimento non indifferente, soprattutto considerando che molte famiglie lo considerano un passo importante per la tranquillità durante la gravidanza.

Il Sistema Sanitario Nazionale, al momento, non include il NIPT nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quindi non lo rimborsa. Tuttavia, fin dal 2020 il Consiglio superiore di Sanità ha espresso parere favorevole per l’introduzione del test nei percorsi di screening prenatale gratuiti, raccomandandone l’accesso equo su tutto il territorio nazionale.

In alcune regioni, come Lombardia ed Emilia-Romagna, sono state avviate sperimentazioni per offrire l’esame gratuitamente alle donne con fattori di rischio o in base all’età materna avanzata. Ma in molti altri casi, il test resta una spesa privata. Molti esperti sottolineano che, grazie alla sua sicurezza e precisione – superiore ai tradizionali test di screening – il NIPT potrebbe ridurre il ricorso ad amniocentesi, procedure invasive con un minimo rischio per il feto.

Il futuro auspica un accesso universale e gratuito, in linea con quanto già accade in altri Paesi europei. Intanto, per molte future mamme, il test resta un’opzione personale, sostenuta di tasca propria.

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