Partita IVA senza fatturato: quanto si paga?

Una domanda frequente tra chi apre una partita IVA riguarda i costi sostenuti in assenza di incassi. La buona notizia è che, se non si fattura, non ci sono obblighi di pagamento legati ai contributi previdenziali.

Infatti, il regime forfettario o quello ordinario non prevedono una quota fissa da versare ogni mese o anno soltanto per il possesso della partita IVA. L’unico obbligo contributivo è calcolato sul reddito effettivamente prodotto. Nello specifico, il contributo previdenziale ammonta al 26,23% del fatturato lordo, ma solo se c’è stato un incasso.

Questo significa che, in un anno in cui non si emette fattura o non si guadagna nulla, non si è tenuti a versare nulla all’INPS. È un sistema simile a quello delle tasse: si paga in base a ciò che si guadagna, non per il semplice fatto di essere iscritti.

Attenzione però: se si decide di aprire la partita IVA, è bene considerare comunque alcuni costi accessori, come l’eventuale iscrizione a ordini professionali, la tenuta della contabilità o le spese per la dichiarazione dei redditi. Ma per quanto riguarda i contributi previdenziali obbligatori, se non si fattura, non si paga.

Questo principio rende il regime forfettario particolarmente vantaggioso per chi inizia un’attività e prevede un avvio graduale, con periodi di bassa o nulla attività. Basta tenere la documentazione in ordine e rispettare gli obblighi fiscali annuali.

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