Quanto costa registrare un compromesso in Italia?
Stai per firmare il compromesso per l’acquisto della tua nuova casa? È importante conoscere i costi legati alla sua registrazione, per evitare sorprese. Il primo importo da considerare è l’imposta di registro, che per i contratti preliminari di compravendita immobiliare ha una misura fissa di 200 euro. Questa tassa è obbligatoria e va versata entro 20 giorni dalla stipula del contratto.
Oltre a questa, va calcolata l’imposta di bollo, il cui importo dipende dalla forma del contratto. Se il compromesso è redatto come scrittura privata, si pagano 16 euro ogni 4 facciate (o ogni 100 righe) del documento. Tuttavia, se il contratto è stipulato in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata — cioè con la presenza del notaio o di un pubblico ufficiale — l’imposta di bollo diventa forfettaria e ammonta a 155 euro.
Questi costi si riferiscono ai soli oneri fiscali per la registrazione del preliminare: non includono, quindi, eventuali spese notarili, parcella del tecnico o altri oneri accessori legati all’atto definitivo. Inoltre, è bene ricordare che la registrazione del compromesso è fondamentale per rendere opponibile il contratto ai terzi — per esempio, in caso di successive vendite dello stesso immobile — e per avviare correttamente la procedura che porterà all’atto definitivo.
Per evitare errori, molti scelgono di farsi affiancare da un professionista, che può occuparsi della presentazione telematica degli atti all’Agenzia delle Entrate. Un piccolo investimento che può fare la differenza in termini di sicurezza e tranquillità.
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