Costa pagare le sigarette con il bancomat? No, anzi, ormai è un diritto

Da qualche tempo, ormai, non serve più cercare il bancomat più vicino per fare rifornimento di contanti prima di passare al tabaccaio. Dal 1° luglio 2022, infatti, tutti i commercianti in Italia – sì, anche il barista sotto casa e il negozio di sigarette all’angolo – sono obbligati ad accettare pagamenti elettronici, senza alcun importo minimo.

Quindi, se vuoi comprare un pacchetto di sigarette da 5 euro con la carta, nessuno può più rifiutarti. Anzi, se lo fa, rischia una multa di 30 euro. Una regola pensata per favorire una maggiore trasparenza nei pagamenti e ridurre il ricorso al contante, specialmente per le spese quotidiane.

Prima di questa norma, era frequente sentirsi dire frasi come “minimo 10 euro per il bancomat” oppure “solo contanti sotto i 5 euro”. Oggi quelle scuse non valgono più. Che tu voglia pagare un caffè, un quotidiano o un pacchetto di sigarette, hai il diritto di usare la tua carta di debito o il pos.

Il provvedimento rientra in un piano più ampio del governo per digitalizzare il sistema dei pagamenti e combattere l’evasione fiscale. E se da un lato c’è chi lamenta un’eccessiva burocratizzazione, dall’altro molti apprezzano la comodità: niente più ricerca dell’ultimo bancomat aperto, soprattutto di sera o nei piccoli centri.

Insomma, oggi pagare le sigarette con il bancomat non solo non costa nulla, ma è una tua garanzia. E se qualcuno prova a rifiutarti il pagamento elettronico, un semplice “lo sa che rischia una multa?” potrebbe bastare a risolvere la situazione.

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