Quanto costa veramente un capo d’abbigliamento?

Quando entri in un negozio e osservi l’etichetta di un capo d’abbigliamento, ti sei mai chiesto come si forma quel prezzo? Dietro quel numero c’è un meccanismo semplice ma poco conosciuto.

Il ricarico è la chiave del gioco. Di solito, chi vende prende il costo di acquisto del prodotto — senza IVA — e lo moltiplica per un fattore compreso tra 2 e 3. Questo significa che se un maglione costa al negoziante 20 euro, il prezzo finale in negozio sarà tra i 40 e i 60 euro, già comprensivo di IVA.

Questo margine non serve solo a fare profitto. Copre infatti una serie di spese: affitto del negozio, stipendi, bollette, marketing e logistica. Ma il ricarico medio nell’abbigliamento rimane comunque abbastanza alto rispetto ad altri settori, soprattutto per i marchi più noti, dove parte del prezzo riflette anche il valore del brand.

Negli ultimi anni, anche con l’espansione del commercio online e delle marche dirette al consumatore (DTC), alcuni prezzi si sono assestati su livelli più trasparenti. Tuttavia, il classico ricarico 2-3 volte il costo resta la norma nella maggior parte dei punti vendita fisici.

Insomma, la prossima volta che provi un capo in camerino, ricorda: il doppio o il triplo di quel che costa al negoziante finisce nel prezzo che paghi tu. E non sempre significa doppia o tripla qualità — ma forse un po’ di stile in più sì.

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