Quant'altro o quantaltro? Scopri l'errore che molti commettono
Capita spesso di sentir dire “quantaltro” in frasi come “vedi quantaltro so io!”. Ma è corretto? La risposta è no. La forma giusta è quant'altro, con l’apostrofo.
Perché si scrive così? Perché “quanto” è un pronome relativo che, quando precede una parola che inizia con vocale come “altro”, subisce un fenomeno linguistico chiamato elisione. In parole semplici, la “o” di “quanto” viene tagliata e al suo posto si mette l’apostrofo. Ecco quindi che nasce “quant'altro”.
Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma ‘quantunque’ si scrive unito, perché non ‘quantaltro’?” È un’osservazione intelligente. In effetti, “quantunque” è un caso speciale: è una congiunzione che ha subito un processo di univerbazione, cioè la fusione di più parole in una sola, con un significato proprio (“sebbene”, “anche se”). Ma “quant'altro” non segue lo stesso percorso. Non è una parola unica nata dalla fusione, bensì l’unione regolare di “quanto” + “altro”, con l’obbligo dell’apostrofo.
Quindi, la prossima volta che vuoi dire “non so quant'altro potrei aggiungere”, ricorda: l’apostrofo c’entra eccome. Anche se la lingua cambia, alcune regole resistono — e questa è tra quelle da rispettare per parlare con precisione e chiarezza.
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