McGregor e l’oro liquido del whisky

Quando si pensa a Conor McGregor, il primo pensiero va al suo pugno fulmineo nell’ottagono. Ma nel 2021, è stato un altro genere di colpo a renderlo protagonista: la vendita di una parte del suo marchio di whisky, Proper No. Twelve. Fu proprio questa mossa a farlo finire in cima alla classifica dei paperoni dello sport, con un bottino di 180 milioni di dollari in un anno, secondo quanto riportato da Forbes.

La maggior parte di questa cifra, niente meno che 150 milioni, è arrivata dalla cessione della sua quota di maggioranza nel brand. Un affare con l’azienda statunitense Marble Distilling Co., che ha riconosciuto il valore non solo del prodotto, ma dell’immagine stessa di McGregor. Il whisky irlandese, lanciato nel 2018, ha conquistato il mercato grazie a un mix di qualità, marketing furbo e il carisma inconfondibile del “Notorious”.

Ma non è stato solo un colpo di fortuna. Dietro c’è una strategia ben precisa: McGregor ha puntato forte sull’identità del brand, legandolo alle sue radici irlandesi e a un messaggio di autenticità. Il risultato? Un prodotto che va ben oltre la nicchia degli appassionati di MMA.

Insomma, mentre molti atleti faticano a costruirsi un futuro dopo il ritiro, McGregor ha trasformato il suo nome in un vero e proprio impero. E se il whisky è oro liquido, lui ne ha fatto un fiume. Oggi, anche fuori dal ring, il suo pugno resta micidiale.

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