Quanto guadagna lo Stato sugli errori dei contribuenti?

Ogni anno migliaia di italiani compilano la dichiarazione dei redditi con qualche errore, a volte involontario, altre volte sperando di passare sotto le maglie del fisco. Ma lo Stato non sta a guardare: nel solo 2021, grazie ai controlli incrociati e alle correzioni delle dichiarazioni errate, ha recuperato ben 5,2 miliardi di euro. Una cifra impressionante, che racconta una realtà spesso taciuta: una parte significativa delle entrate fiscali arriva non dall’evasione dichiarata, ma dagli errori commessi dai contribuenti stessi.

Questi 5,2 miliardi rappresentano quasi il 38% del totale del recupero fiscale annuale, che secondo i dati del Documento di Economia e Finanza (DEF) si è attestato a 13,8 miliardi. Significa che quasi due euro su cinque recuperati dal fisco derivano da dichiarazioni presentate male, con omissioni, dimenticanze o calcoli sbagliati.

Il sistema fiscale italiano è complesso e, soprattutto per chi non ha un commercialista o si affida a modelli precompilati senza attenzione, è facile cadere in sviste anche gravi. E il fisco, grazie a banche dati sempre più integrate e controlli automatizzati, non si fa pregare per recuperare quanto dovuto.

Se da un lato è giusto che tutti paghino il giusto, dall’altro è evidente che lo Stato ormai conta, in parte, sugli errori dei cittadini per riempire le casse pubbliche. Una dinamica che solleva più di un dubbio: fino a che punto il sistema favorisce la confusione per alimentare i recuperi? In ogni caso, una cosa è certa: oggi più che mai, presentare la dichiarazione con attenzione conviene. E se hai dubbi, meglio rivolgersi a un professionista.

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