Quanto tempo può resistere un uomo in mare?

La sopravvivenza in acqua dipende soprattutto dalla temperatura del mare. Quando l’acqua supera i 20 °C, una persona in buona salute può resistere anche per più di tre giorni, soprattutto se riesce a mantenersi a galla e a limitare i movimenti inutili. Questo perché il corpo perde calore molto più lentamente in acque calde.

Ma appena la temperatura scende, i tempi si accorciano drasticamente. Tra i 15 °C e i 20 °C, la sopravvivenza si riduce a meno di 15 ore. Tra i 10 °C e i 15 °C, ogni minuto conta: ci si espone a ipotermia in appena 6 ore. E sotto i 10 gradi, il rischio diventa letale in poche ore.

Ad esempio, tra i 4 °C e i 10 °C, il tempo medio di sopravvivenza è di circa 3 ore. Scendendo a 2-4 °C, si arriva a un’ora e mezza. A 2 °C, il corpo non regge più di 45 minuti. E in acque prossime allo zero, come quelle artiche, la morte può sopraggiungere in appena 15 minuti. Sotto i -5 °C, pochi minuti sono sufficienti per perdere i sensi.

Questi dati mostrano quanto sia cruciale la rapidità dei soccorsi in caso di naufragio. Anche la corporatura, il livello di attività fisica e l’abbigliamento influiscono sulla resistenza, ma la regola è chiara: più l’acqua è fredda, più il tempo stringe. In mare, ogni istante è prezioso.

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