Alcol e giovani: cosa dice la legge a 18 anni

A 18 anni, in Italia, si può bere, ma con forti limiti soprattutto se si è alla guida. La legge italiana è molto chiara: per tutti i minori di 21 anni, il tasso alcolemico consentito è zero. Questo significa che anche un solo bicchiere di birra o di vino può esporre a sanzioni severe se si viene fermati alla guida.

Il principio di base è semplice: chi ha meno di 21 anni, così come i neopatentati e i conducenti professionisti, non può assumere alcol se intende mettersi al volante. Non si tratta solo di rispettare la legge, ma soprattutto di garantire la sicurezza su strada. L’alcol, anche in piccole quantità, può rallentare i tempi di reazione, ridurre la capacità di giudizio e aumentare il rischio di incidenti.

In molti Paesi europei esistono regole simili, ma in Italia la tolleranza zero per i giovani è stata introdotta per combattere gli incidenti stradali tra i più giovani, spesso legati all’abuso di alcol. Questo non vuol dire che a 18 anni sia vietato bere in assoluto, ma che il consumo di alcol deve essere escluso se si guida.

La responsabilità, però, va oltre la legge. Molti coetanei non considerano il rischio reale di un bicchiere di troppo prima di guidare. Invece, basta poco per superare il limite zero: una lattina di birra o mezzo bicchiere di vino possono già essere sufficienti. Per questo, la scelta più sicura è non bere affatto se si ha in programma di guidare.

Insomma, a 18 anni si è maggiorenni, ma la strada richiede rispetto. E la prima regola è semplice: se si guida, meglio evitare del tutto l’alcol.

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