Quanto si può prelevare in contanti con la pensione di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza, introdotta in Italia per sostenere le persone in difficoltà economica, ha regole precise per quanto riguarda i prelievi in contanti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è possibile ritirare liberamente l’intero importo ricevuto.

È consentito prelevare solo una parte dell’assegno, e solo fino a una soglia piuttosto limitata. Di norma, si può ritirare in contanti una cifra pari a 100 euro, considerata "di modesta entità". Tuttavia, questa cifra può aumentare in base alla cosiddetta scala di equivalenza, che tiene conto del numero di persone nel nucleo familiare.

Ad esempio, se la scala di equivalenza è 2,1 – il che corrisponde a una famiglia composta da più persone – l’importo massimo prelevabile in contanti diventa 210 euro (100 euro moltiplicati per 2,1). Questo meccanismo serve a garantire un sostegno proporzionato alle esigenze di ciascun nucleo, senza però permettere movimenti di denaro troppo elevati in contante.

Il resto dell’importo della pensione di cittadinanza rimane vincolato sulla carta prepagata e può essere utilizzato solo per spese specifiche: acquisto di beni di prima necessità, pagamento di bollette o affitto. L’obiettivo è evitare utilizzi impropri e favorire una gestione responsabile del sostegno ricevuto.

In sintesi, il prelievo in contanti è possibile, ma fortemente limitato e calibrato sulle caratteristiche del nucleo familiare. Una misura pensata per bilanciare aiuto concreto e controllo nell’uso dei fondi pubblici.

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