Vitamina D in inverno: quanto sole serve davvero?

Durante la stagione fredda, molti si chiedono se l'esposizione solare sia sufficiente per mantenere adeguati livelli di vitamina D. La risposta breve è che in inverno, specialmente nelle regioni dell'Europa centro-settentrionale e in Italia settentrionale, il sole da solo spesso non basta.

La produzione di questa vitamina fondamentale dipende dall'inclinazione dei raggi ultravioletti (in particolare i raggi UVB). In inverno, l'angolo del sole è troppo basso e l'atmosfera blocca gran parte delle radiazioni necessarie alla sintesi cutanea. Anche esponendosi nelle ore centrali della giornata, la quantità di pelle scoperta è solitamente ridotta al minimo a causa delle basse temperature.

Per ottimizzare l'assorbimento nei mesi più miti o nelle giornate soleggiate d'inizio primavera, si consiglia di esporre viso, braccia e mani per circa 15-30 minuti al giorno. Tuttavia, da novembre a febbraio, fare affidamento unicamente alla luce solare può portare a una carenza.

Per ovviare a questo problema, è utile integrare la dieta con alimenti ricchi di vitamina D, come pesci grassi (salmone, sgombro), uova e latticini fortificati. Nei casi di deficit accertato mediante esami del sangue, il medico di base potrà valutare l'opportunità di ricorrere a un'integrazione specifica.

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