Quanto dura la NASpI? Ecco chi ha diritto e per quanto tempo
La NASpI, l’indennità mensile per chi ha perso il lavoro, non è un sostegno a tempo indeterminato, ma ha una durata ben precisa stabilita dall’INPS. Il periodo di erogazione dipende dal numero di settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni. In pratica, la NASpI spetta per un tempo pari alla metà delle settimane di contribuzione effettive, con un limite massimo di 24 mesi, cioè due anni.
Facciamo un esempio concreto: se un lavoratore ha accumulato 208 settimane di contributi negli ultimi quattro anni, avrà diritto a NASpI per 104 settimane, ossia circa due anni. Questo è anche il tetto massimo previsto, quindi anche con più contributi, la durata non supera i 24 mesi.
È importante sapere che per richiedere la NASpI bisogna aver perso il lavoro involontariamente – per esempio a causa di un licenziamento o della fine di un contratto – e aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. Inoltre, è richiesto un minimo di 30 giornate lavorate negli ultimi 12 mesi.
La domanda va presentata entro 68 giorni dalla perdita del lavoro, altrimenti si rischia di perdere il diritto all’indennità. Una volta approvata, la NASpI viene pagata mensilmente e il suo importo è calcolato in base all’ultimo stipendio e alla situazione familiare del richiedente.
Insomma, la NASpI è un aiuto importante per chi si trova senza lavoro, ma è fondamentale conoscere bene i termini e i requisiti per non rischiare di perderlo. Rimanere informati conviene sempre.
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