Quando deve arrivare l'ultima busta paga?
Un lavoratore che lascia il proprio posto di lavoro, per qualsiasi motivo, ha diritto a ricevere l'ultima busta paga entro termini ben precisi. Non esiste un’unica data valida per tutti, perché il momento del pagamento dipende soprattutto dal contratto collettivo nazionale di riferimento.
Di norma, la retribuzione va erogata entro il 27 del mese oppure entro il 5 del mese successivo a quello di riferimento. Questo vale anche per l’ultima mensilità. Ad esempio, se il rapporto di lavoro termina a marzo, il datore di lavoro dovrebbe versare quanto dovuto entro il 27 marzo oppure, in alcuni casi, entro il 5 aprile.È importante sapere che questi termini non sono solo una consuetudine: sono obbligatori per legge, in base al contratto collettivo applicato all’azienda. In caso di ritardo ingiustificato, il dipendente può chiedere il pagamento forzoso e anche un risarcimento per il mancato rispetto dei tempi.
Alcune categorie, come i lavoratori industriali o del commercio, seguono regole specifiche che prevedono spesso il pagamento entro il giorno 5 del mese successivo. Altre realtà aziendali, invece, potrebbero adottare il 27 come scadenza fissa.
In ogni caso, anche se il rapporto lavorativo è cessato, il diritto alla corresponsione degli stipendi maturati resta pienamente valido. Il datore di lavoro non può trattenere la busta paga per motivi amministrativi o burocratici, né come forma di ritorsione.
Se il pagamento tarda oltre i termini previsti, è consigliabile rivolgersi a un sindacato o a un patronato per tutelare i propri diritti senza perdere tempo.
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