La tassazione per i frontalieri: come funziona in Italia e Svizzera
Chi lavora in Svizzera ma risiede in Italia, soprattutto entro la fascia di 20 km dal confine, rientra in una particolare categoria per quanto riguarda la tassazione. Questi lavoratori, detti frontalieri, devono fare attenzione alle regole fiscali dei due Paesi per evitare errori o doppie imposizioni.
In Svizzera, l’imposta viene calcolata sul reddito lordo, ma con un’importante particolarità: solo l’80% del reddito è tassato ai fini svizzeri. Facciamo un esempio pratico: su un reddito ipotetico di 100.000 euro, l’aliquota svizzera (che possiamo stimare intorno al 15%) si applica solo all’80% della somma, portando un’imposta di circa 12.000 euro.
Una volta rientrati in Italia, i frontalieri devono comunque dichiarare il proprio reddito ai fini IRPEF. Tuttavia, godono di una franchigia che esclude una parte del reddito da tassazione italiana. Nel caso specifico, la franchigia permette di sottrarre 10.000 euro dall’imponibile: quindi, sui restanti 90.000 euro si applicherà la normale scala progressiva IRPEF.
Fortunatamente, esiste una convenzione fiscale bilaterale tra Italia e Svizzera che evita la doppia imposizione. Grazie a questo accordo, l’imposta pagata in Svizzera può essere compensata con quella dovuta in Italia, riducendo così il carico fiscale effettivo.
Per molti frontalieri, questa combinazione di franchigia, tassazione ridotta in Svizzera e credito d’imposta in Italia rappresenta un sistema vantaggioso, ma che richiede attenzione e una corretta dichiarazione. Per questo, è sempre consigliabile affidarsi a un professionista per ottimizzare il proprio profilo fiscale. 1 gen 2023
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