Le artiglierie in campo nell'attuale conflitto in Ucraina

Il conflitto in Ucraina ha visto un impiego massiccio di artiglieria pesante, elemento chiave nelle operazioni militari. Tra i sistemi più utilizzati figurano i semoventi 2S19 Msta, noti per precisione e mobilità, e i potenti 2S7 Malka, capaci di sparare a distanze notevoli grazie ai loro cannoni da 203 mm. Affiancano questi mezzi i 2S3 Akatsiya, con calibro da 152 mm, e i 2S23 Nona-SVK, particolarmente efficaci in terreni impervi grazie alla loro versatilità.

Un ruolo cruciale è ricoperto dai lanciarazzi multipli, come il BM-21 Grad, simbolo dell'artiglieria sovietica, ancora ampiamente diffuso per la sua capacità di saturare ampie aree con razzi da 122 mm. Il BM-27 Uragan, con razzi da 220 mm, permette attacchi a raggio più esteso e devastante, mentre il TOS-1A Buratino rappresenta una minaccia particolarmente temuta: si tratta di un sistema termobarico in grado di causare danni estremi, soprattutto in zone urbane o trincerate.

Infine, non va sottovalutato il missile balistico 9K720 Iskander-M. Con un raggio d'azione di oltre 400 chilometri e una notevole precisione, questo sistema rappresenta un elemento strategico per colpire retrovie, basi logistiche o centri di comando. La sua capacità di eludere i sistemi di difesa aerea lo rende particolarmente temuto.

L'artiglieria rimane oggi il vero asso nella manica dei fronti ucraini, dove la potenza di fuoco, la portata e la capacità di dispersione determinano spesso l'esito degli scontri. L’uso combinato di questi sistemi mostra quanto la guerra moderna, pur con tecnologie avanzate, torni a dipendere da mezzi di distruzione massiccia dal retrogusto sovietico.

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